Oltre il Curriculum Vitae e le 10 parole magiche
Oltre il Curriculum Vitae e le 10 parole magiche
Ripartire dal Valore Umano per ricostruire il ponte
Nei precedenti articoli ho preso di petto alcuni dei temi. Comprendere ciò che sta accadendo è importante. È come realizzare che si ha già una chiave, sebbene non si sappia ancora, quale porta questa chiave possa aprire.
Abbiamo parlato di algoritmi ottusi, delle parole di moda, dei silenzi umilianti, delle scuse aziendali e dei contratti spezzettati. Ma ora, la domanda è: come si fa ad uscirne?
La verità è che non possiamo più aspettare che il sistema cambi, sarebbe come pretendere o aspettarsi un miracolo. Le cose sono come sono, semplicemente perché per tutta una parte di persone questo va più che bene. Anzi, lo difendono proprio. Non li biasimo, è tutto ciò che hanno, l’immagine di un ruolo che sono incapaci di svolgere e le procedure che nessuno segue, che loro devono mantenere in essere.
Si è noi, ciascuno di noi che si ha la possibilità di cambiare questo paradigma. Ci è stato detto che tante cose le vuole “la maggioranza” e quindi “si deve obbedire”.
Oggi, leggendo questi articoli e magari parlando di questi temi con alcuni altri, quanto puoi essere sicuro quale è la reale maggioranza?
Osserva, quante persone stanno cercando lavoro. Ti sembrano poche? Io solo su linkedin vedo almeno 5 al giorno, volti nuovi, ognuno con le proprie abilità e competenze.
Direi proprio che “la maggioranza” è adesso dall’altra parte. Ognuno di noi può prendere padronanza del proprio contesto e condurre sé stesso verso contratti che hanno un senso.
E’ probabile che non accadrà subito. Mi occupo anche di ottimizzazione nelle aziende e ti dico che chi ha fatto finta e ha ripetuto ossessivamente che “tutto va molto bene” adesso farà di tutto per non cambiare. Non immagini quante cose sono state messe sotto al tappeto. Un giorno qualcuno inciamperà su quel tappeto e tutto verrà fuori. Quando?
Il momento che “la nuova maggioranza”
Incontrare datori di lavoro che guardano e ascoltano oltre il foglio di carta.
Per i datori di lavoro, incontrare le persone che sono come sono oltre alle sigle delle parole magiche di moda.
Da dove si può ripartire per far sì che le cose tornino a funzionare?
- Iniziamo dalle Persone, si è persone, NON Numeri o parole chiave: Le aziende sono chiamate a tornare a investire nel “colloquio umano”. Un’ora di conversazione vale più di mille software con dei filtri digitali. La competenza di un over 50 non si misura in parole chiave, ma in capacità di valutazione, di condurre ed accompagnare le persone e la visione dell’insieme che attua, di fatto e non a parole.
- Consideriamo la Formazione un reale Investimento, non un Costo: La mancata condivisione dell’esperienza non deve essere un peso a carico del lavoratore. Non si può pensare che un corso di formazione possa sostituire ciò che non ha avuto i suoi spazi, cioè, la vera collaborazione. Un’azienda che non assume e responsabilizza i propri senior e/o manager onesti e responsabili per tramandare l’esperienza è un’azienda che sta sprecando il suo capitale più prezioso. Alla sua visione, manca chi porta avanti la missione. Non si può pretendere di crescere un gruppo di lavoro responsabile ed efficace a partire da un corso, l’esperienza cresce nel vivere la funzione ed è persino ovvio che si impara velocemente da un esempio.
- Trasparenza Radicale: Basta annunci ambigui. Basta nascondere lo stipendio o la durata reale del progetto. Un rapporto di lavoro sano nasce sulla verità, non su promesse di “resilienza” per coprire disastri organizzativi. Ciò che si propone come l’opportunità al lavoratore, oggi, realmente è l’opportunità per l’azienda alla quale manca quel lavoratore.
- È importante la Reciprocità: Se l’azienda chiede impegno, deve offrire stabilità e strumenti. Se chiede passione, deve offrire rispetto. Il lavoro non è una concessione benevola, è uno scambio tra professionisti. Il valore va riconosciuto, reciprocamente, per un buon inizio.
Non siamo “risorse umane”. Siamo ESSERI UMANI dotati di risorse.
In questo tempo abbiamo condiviso storie, storie vissute. Lo abbiamo fatto per un motivo: perché non si è soli e la cosiddetta maggioranza non è più dove ci è stata raccontata. Mettere insieme i punti serve a capire che il problema non sei tu, non è la tua età e non è la tua voglia di lavorare. Il problema è un ponte interrotto che possiamo ricostruire insieme attraverso la consapevolezza.
Questa è la mia proposta: smettiamo di presentarci come “disoccupati” o “candidati” e iniziamo a porci come SOLUZIONI.
Cosa sei disposto a fare per cambiare “le regole del gioco”? Qual è il primo passo che vorresti veder fare dalle aziende domani mattina?
Questo è l’inizio di una conversazione più grande. Continuiamo a unire i punti.
Se hai piacere, puoi farti accompagnare a mezzo dialogo (visita mio sito). Ciò che si ha vissuto va compreso, per proseguire. Ci sono cose che non hai potuto raccontare a nessuno e queste cose oggi possono essere un tuo ostacolo.







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