Ghosting Aziendale – 1 Lavoro Fantasma
Ghosting Aziendale – 1 Lavoro Fantasma
Il silenzio è l’unica risposta
Hai passato ore a personalizzare il tuo Curriculum Vitae.
Hai preparato una lettera di presentazione che spiega esattamente perché la tua esperienza — quella vera, maturata in anni — è la soluzione ai loro problemi. Hai fatto il primo colloquio, magari anche il secondo. Ti hanno detto: “Le faremo sapere entro venerdì”.
Poi, il nulla. Il vuoto cosmico.
E sei già stato fortunato. I più non arrivano nemmeno a ricevere la prima risposta alla candidatura.
Non è solo maleducazione. Si chiama Ghosting Aziendale, una pratica diventata tristemente sistemica che sta uccidendo la dignità di chi cerca lavoro. Come di solito viene fatto, questa cosa adesso ha trovato un nome.
Prima questa cosa nemmeno esisteva. Un’azienda cercava un lavoratore. Quindi, non c’era questo fenomeno e non serviva chiamarlo in nessun modo. Ghost = fantasma. Così, se non parlassi inglese, adesso sai a cosa mi riferisco qui.
Mentre il Ghost Job è una posizione di lavoro inesistente. Non che tu non ti ci possa candidare, anzi, puoi, ma non ne sortirà un bel niente. L’azienda ha pubblicato l’annuncio per una posizione lavorativa che non serve, se non altro per uno scopo pubblicitario ad esempio. Troverai il come riconoscerlo in un prossimo post.
Torniamo sul punto del perché non è esattamente un male il non essere ricontattati per una posizione dove si predica bene e si razzola male.
Perché fa così male? Quel aver ricevuto la parola e non vederla mantenuta?
- La disparità di trattamento – totale dissonanza: Le aziende pretendono “passione”, “lealtà” e “puntualità” fin dal primo istante. Ma quando tocca a loro, in questo caso si rende evidente ciò che è: spariscono.
- So che fa male, ad ogni modo, prendilo come un concreto indizio. Immagini lavorare con persone che pretendono la tua puntualità, mentre loro non sanno nemmeno dove sta di casa?
- Il tempo non è gratis: Per un candidato, specialmente per chi ha una famiglia o deve ricollocarsi dopo i 50 anni, il tempo speso a prepararsi è un investimento emotivo ed economico. Ignorare questi aspetti di un essere umano, è un segnale molto forte, appunto, l’ignoranza ed egoismo.
- L’erosione della fiducia: Questo silenzio crea un senso di impotenza. Ti fa sentire un numero, un qualcuno che se serve, lo si chiama, se non serve subito, pazienza, lo si chiamerà dopo, semmai. E’ un altro indizio forte. Adesso anche questo fa male, se ne sei consapevole comprendi bene che collaborare con questo tipo di aziende vorrebbe dire farsi usare (per essere gettati via alla prima occasione).
La scusa preferita quale è? “Riceviamo troppe candidature”.
Come? E allora, cosa vogliono dire quelle affermazioni tipo: “Non troviamo le persone”.
Usano l’intelligenza artificiale per fare “il matching” (cioè vedere la corrispondenza delle “parole magiche” /alcune trattate nell’articolo precedente/ e non sono in grado di impostare un feedback umano?
Il problema non è la tecnologia, è la mancanza di educazione civica e aziendale. Nonché, l’assenza del rispetto umano.
Chi non risponde a un candidato non sta solo perdendo un potenziale collaboratore; sta macchiando il proprio brand. Perché quel candidato è anche un cliente, uno che vive nella tua città, una persona che magari un giorno parlerà di questa arroganza, ignoranza e non curanza.
Vogliamo parlarne seriamente?
Quanti di voi sono ancora in attesa di una risposta da mesi? Come vi fa sentire questo silenzio sistematico? È capitato anche a voi di sentirvi “usati” per un colloquio conoscitivo e poi essere cancellati come un file inutile?
Racconta il tuo vissuto nei commenti. Rompere il silenzio dei “fantasmi” è un modo per ristabilire un semplice contatto rispettoso degno di un essere umano.






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