Vediamo – Valore vs Branding – le 15 domande
Vediamo – È vero Valore o solo “Branding”?
Istruzioni: Rispondi a queste 15 domande analizzando l’annuncio, il colloquio o il primo mese in azienda.
Conta quanti “SÌ” ottieni.
Sezione 1: Il “Cosa” (Sostanza e Soldi)
“Il branding (il vendersi dell’azienda) è necessario solo quando c’è un vuoto da coprire”.
- Lo stipendio: La RAL o meglio lo stipendio annuo è stato dichiarato chiaramente fin dal primo contatto, senza dover “meritare” o “richiedere” l’informazione?
- Formazione Specifica: La formazione promessa riguarda competenze tecniche utili al tuo ruolo (formazione vera) e non solo “webinar motivazionali” o corsi di crescita personale o corsi d’obbligo generici?
- Benefit Tangibili: I benefit offerti hanno un valore monetario o di tempo (es. buoni pasto, assicurazione, asilo) anziché essere puramente estetici (es. sala relax o abbigliamento moderno da lavoro)?
- Strumenti di Lavoro: L’azienda fornisce strumenti e programmi di qualità senza che io debba “arrangiarmi” o usare i miei dispositivi personali?
- Progressione Economica: Esiste un piano scritto e chiaro che correla l’aumento dello stipendio al raggiungimento di obiettivi certi (e non al “sentimento” del capo)?
Sezione 2: Il “Come” (Tempo e Confini)
“Se l’azienda è una famiglia, lavorare nel weekend diventa un atto di lealtà”.
- Confini d’Orario: Viene rispettato il diritto alla vita personale (niente mail o chiamate fuori orario) senza che questo pesi sulla valutazione della mia “lealtà”?
- Flessibilità Vera: Lo smart working o l’orario flessibile sono diritti gestibili autonomamente e non concessioni che devo “chiedere per favore”?
- Gestione Straordinari: Gli straordinari sono l’eccezione, sono sempre pagati e non vengono spacciati per “passione per il progetto”?
- Rispetto della Privacy: L’azienda evita di organizzare eventi “obbligatori” nel tempo libero (riunioni, aperitivi, team building nel weekend) mascherati da corso, iniziativa aziendale e/o divertimento?
- Chiarezza dei Ruoli: So esattamente cosa devo fare e a chi devo rispondere, evitando quel “caos creativo” che spesso serve solo a coprire carichi eccessivi?
Sezione 3: Il “Perché” (Etica e Comunicazione)
“Sostituire il branding con la realtà”.
- Recensioni Esterne: Se cerco su internet o parlo con ex dipendenti, la loro esperienza coincide con ciò che l’azienda dichiara sui social?
- Assenza di Retorica: L’annuncio evita termini come “Azienda giovane e dinamica” .. etc o “Grande Famiglia”, preferendo descrivere le responsabilità concrete?
- Libertà di Dire: Posso segnalare un processo inefficiente senza che venga percepito come un attacco personale o “mancanza di propositività”?
- Basso Turnover: La posizione è aperta perché l’azienda cresce e non perché la persona precedente è scappata dopo pochi mesi?
- Contratto di Reciproco Vantaggio: Il colloquio è sembrato un patto tra pari (io do competenza, tu dai soldi/stabilità) anziché una richiesta di “devozione” alla causa aziendale?
Risultati del Detector
- Da 12 a 15 SÌ: REALTÀ. Ti trovi davanti a un’azienda sana che non ha bisogno di filtri. È plausibile e possibile che il “Contratto di Reciproco Vantaggio” sia la realtà.
- Da 7 a 11 SÌ: MARKETING MIX. L’azienda ci prova, ma usa ancora l’Employer Branding per coprire alcune mancanze strutturali. Attenzione ai confini.
- Sotto i 7 SÌ: MANIPOLAZIONE. È il caso classico di “Azienda-Famiglia” che usa parole “fighe” per nascondere stipendi bassi e carichi eccessivi. Saper dire di NO è molto importante.
Se ti è piaciuto, condividi il risultato. Non è tanto interessante il punteggio, quanto le proposte o promesse o le cose coerenti e vere.
Questo posto è qui per te. E’ importante orientarsi nel mondo del lavoro. Chi vede, decide semplicemente e prosegue.




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